LILLO ROGATI

 

Lillo Rogati e Cooper Terry - Storia di una grande amicizia

Veniva da San Francisco, California, ma nacque nel 1949 a San Antonio nel Texas, infatti, come diceva Lui era un uomo del sud, con i pregi e i difetti di questa condizione. Figlio di un cuoco e di un'impiegata, con due sorelle e due fratelli, aveva studiato come grafico pubblicitario, infatti, era anche un ottimo disegnatore, ed era andato via

dagli Stati Uniti per evitare di andare in guerra nel Vietnam, lasciando una moglie ventenne ed una bambina appena nata, da lui rivista dopo vent’anni quando per la prima volta ritornò in America; nonostante tutto però senza mai abbandonare la sua passione per il Blues. Difatti, dopo le prime esperienze con i suoi Miti: Sonny Terry, suo maestro musicale e spirituale, da Lui prende l’appellativo Terry, mentre il suo vero nome era Verlante Cooper Jr., e con John Lee Hooker da cui apprende tutti i segreti risvolti del mestiere, Cooper decide nel 1970 all’età di vent’anni, di varcare l’Atlantico alla volta della realtà musicale Europea.

La Sua idea di partenza era di andare in Africa a cercare le sue radici, ma dopo varie peregrinazioni in alcune Nazioni Europee, Francia, Germania, Svizzera, Austria, Belgio ecc. e un salto in Afganistan, arrivato in Italia decise di rimanerci.

Dopo essersi fermato per un breve periodo a Torino, arrivò tra il 1971/72 a Milano, qui in un primo tempo trovò ospitalità in un Locale allora appena aperto, ma poi diventato il Tempio del Jazz Milanese, “il Capolinea”, e dopo qualche mese si trasferì in una cascina lì vicino, che altro non era che un ritrovo di amici, chiamato Apterix Club, dove tra l’altro si facevano feste e suonavano dei ragazzi amanti del Blues,da ricordare Carlone Fassini, forse uno dei primi armonicisti di Milano, e tra questi anche un giovanissimo Lillo Rogati. In questa cascina visse fino a quando alcuni anni dopo, non trovò casa sul Naviglio Grande in Vicolo Lavandai, dove rimase fino a quando restò in Italia, diventando come lui amava definirsi: ”El negher del Navili”.

Naturalmente Lillo e Cooper si erano già conosciuti al Capolinea, ma il fatto di andare al club e di avere quindi l’opportunità di cominciare a suonare assieme, fu probabilmente lo spunto per far nascere questa collaborazione e quindi far conoscere per la prima volta il vero Blues In Italia, ma soprattutto fu l’inizio di una lunga e duratura AMICIZIA che andò avanti per tutta la vita, dando a Cooper una nuova famiglia, quella di Lillo, praticamente fu adottato dai suoi genitori passando con loro tutte le feste e chiamando sua madre “mamacita”.

Cooper diceva sempre che quando giunse in Italia gli unici che ascoltavano e suonavano questa musica erano questi ragazzi, anche se chiaramente quello che allora sentivano era il più reperibile Blues Inglese, vedi John Mayall, Rolling Stones, Cream, Jimi Hendrix, pur conoscendo solo di nome i veri grandi maestri di questo genere. Fu, infatti, proprio Cooper che gli allargò le vedute cominciando a fargli conoscere ed ascoltare questi grandi artisti afroamericani, Muddy Waters, John Lee Hoocker, B. B. King ed altri, creando le fondamenta per quella che sarà la prima vera Blues Band in Italia.

Quando Cooper arrivò al Club, Lillo era in vacanza, e il primo gruppo che formò era composto da Graziano Tedeschi alla batteria e Lucio Terzano alla chitarra; al suo ritorno, lui che in quel periodo suonava la batteria e la chitarra, anche in sala da ballo, allora non c’erano le discoteche, trovò i giochi già fatti, ma volendo suonare a tutti costi il blues e con Cooper decise di passare al basso, anche se non l’aveva mai fatto, trovando probabilmente il suo vero strumento, la sua vera strada e soprattutto la sua vera passione.

Questa formazione ebbe però breve durata e i primi veri componenti di questo gruppo furono oltre Lillo e Cooper, Gianni Giudici all’organo Hammond, oggi Vicepresidente della G.EM.-L.E.M. fabbrica di strumenti musicali, Riccardo Nieri alla chitarra, Larry Nocella al sassofono anche lui deceduto e Graziano Tedeschi alla batteria, e con questa formazione cominciarono a farsi conoscere e a portare la favola del blues nel nostro Paese.

Contemporaneamente Cooper si esibiva anche da solo sia in Italia sia in altri paesi Europei, diffondendo il suo modo di fare il blues, cosa che fece sempre in tutta la carriera da BluesMan solista, alternando le  esibizioni sia con il gruppo sia da solo che in un secondo momento in Duo con Fabio Treves.

Questa formazione durò poco più di un anno, suonando tra l’altro a Cesenatico nell’albergo locale di Giorgio Ghezzi, allora ex portiere del Milan, nostra squadra del Cuore, e terminando con un'ultima serata all’Arena di Milano esibendosi, incredibile, dopo Claudio Villa, naturalmente un disastro non essendo un pubblico adatto a questa musica, il merito di ciò andava certamente alla preparazione degli organizzatori del tempo.

Dopo un breve periodo un cui il gruppo era formato solo da tre componenti Cooper Chitarra armonica e voce, Lillo al Basso e Graziano alla Batteria si unì alla Band un altro grande musicista detto “Best” al secolo Maurizio Bestetti alla chitarra, ma anche questa formazione non fu di lunga durata, visto che Best, non solo ottimo chitarrista e cantante, ma soprattutto geniale compositore, ben presto sentì l’esigenza di creare qualche cosa per conto suo, anche se la collaborazione con Lillo durò ancora per moltissimo tempo, fondando dei gruppi storici sia con Marco Fantoni sia con Marco Limido e inoltre la mitica Band chiamata Rockgoredo con Ubi Molinari e la Tre Castelli blues Band con Gigi Cifarelli.

Dopo una piccola parentesi nella quale Cooper, avendo nel frattempo conosciuto Fabio Treves, collaborò appunto con la Treves Blues Band, essendo Lillo militare, finalmente intorno al 1975 nacque la prima vera formazione detta “BLUE PHANTOM BAND”, con l’inserimento di Sergio Fabretto al pianoforte elettrico e di Marco Fantoni alla chitarra, in quel momento sicuramente il più grande chitarrista blues presente in Italia, capostipite di quasi tutti i chitarristi italiani che seguirono, portato via da Cooper a Treves quando lasciò quel gruppo.

Con questa formazione: Cooper Terry, Lillo Rogati, Graziano Tedeschi, Marco Fantoni, Sergio Fabretto e nel tempo a turno con alcuni dei più importanti Sassofonisti italiani e no come Larry Nocella, Michele Bozza, Pietro Tonolo e infine il mitico Sal Nistico, la Blue Phantom Band ebbe modo di girare tutto il paese e l’Europa in genere facendosi conoscere ed apprezzare come la prima vera e propria Band Mista di Blues.

Nello stesso periodo Cooper, grandissimo don Giovanni e grande amante di tutte le donne belle o brutte senza distinzione, da una di questa ebbe un figlio: Francisco, oggi un giovanottone di 27 anni che vive alle isole Vergini, amante della natura, ma poco interessato a fare musica.   

Nel 1980 arriva nel gruppo Aida, amica di Lillo già da molti anni, e avendola presentata a Cooper i due dopo breve tempo si innamorarono e si sposarono, creando quella coalizione artistica e di amore che porterà Aida da corista dei più famosi cantanti italiani, tra cui Mia Martini, Loredana Bertè, Zucchero e molti altri, ad essere la migliore cantante donna di blues d’Italia e forse d’Europa “The Queen of the Blues”. (altra storia)

Con questa formazione Cooper Terry & the Blue Phantom Band nel 1982 incidono il loro primo L. P. “Aida and Cooper Terry Revue, FEELING GOOD” (I.R.D. Appalusa  AP032), che per molti anni sarà una pietra miliare del Blues made in Italy.

In precedenza però Cooper aveva già inciso altri tre dischi da solista: “What I think  about America” (Carosello CLN 2501) con Graziano Tedeschi alla Batteria e Lucio Terzano alla chitarra, quel Terzano oggi tra i migliori contrabbassisti Jazz d’Italia; “Soul Food Blues” (Bellaphon BCH33002) e “Sunny Funny Blues” (Divergo 5335530), tutte e tre rigorosamente tradizionali ed acustici, purtroppo oggi praticamente introvabili.

Dopo il disco per alcuni anni la Band così composta si esibì in moltissime manifestazioni in tutta Italia ed in alcuni paesi europei con grande successo, partecipando anche numerosi spettacoli Televisivi, “Blitz” di Gianni Minà, e “Che fai Mangi” per la RAI, “POP CORN” per Canale cinque ed in altre televisioni private, e naturalmente in innumerevoli trasmissioni radiofoniche. In quel periodo Aida non era sempre presente visto che divideva le sue apparizioni tra il Blues e la musica leggera, ma sicuramente fu per Lei la scuola che le permise di imparare e far emergere la sua vera anima, cioè il Blues ed il Soul, come dimostra ampiamente oggi nella collaborazione, ormai da molti anni, con la “Nite Life” di Lillo Rogati.

Nel Frattempo Aida e Cooper dopo un periodo idilliaco cominciarono ad avere dei problemi, e si lasciarono, ma fortunatamente per tutti noi, dopo un momento molto difficile ritornarono amici con un bellissimo rapporto, durato poi tutta la vita, anche se chiaramente diverso da prima, decidono  però di rimanere sposati, anche se ognuno di loro riprende a fare l’esistenza di prima, abitando per conto proprio. Questo anche se sotto l’aspetto musicale non  creerà nessun problema, per Cooper sarà il preludio ad un grosso dramma, perché ritornado a frequentare un gran numero di donne, ne conoscerà una, di cui non posso fare il nome, che gli trasmetterà quella terribile malattia “AIDS”, che purtroppo per tutto il mondo del blues, lo porterà alla tomba, anche se probabilmente nulla sarebbe cambiato se quello era il suo destino.

Intorno alla fine del 1983 la Tragedia, Cooper viene coinvolto in una brutta storia con la legge, è accusato di uso e spaccio di cocaina, ed anche se la cosa era vera solo in parte, non riesce a dimostrare, visto anche il colore della pelle, la sua completa estraneità al fatto, al contrario di altre persone bianche e famose a loro volta coinvolte; viene quindi condannato a cinque anni di carcere, di cui alcuni mesi li passa nella prigione di Bergamo, altri a Brescia e gli ultimi due anni fortunatamente per tutti noi agli arresti domiciliari a Milano, dandoci così la possibilità di vederci per preparare il rientro con nuovi brani e studiando un nuovo spettacolo.

Comunque nel frattempo Lillo non rimane fermo; dopo il primo periodo di sconforto, e il disastro per la cancellazione di tutte le serate in programma, cerca nuove alternative musicali, anche se la Blue Phantom Band continuava a suonare senza Cooper con alterne fortune. Per prima cosa, avendo più tempo a disposizione, si iscrive alla Scuola Civica Musicale di Milano nel corso di contrabbasso, suo sogno da molto, essendosi reso conto del bisogno di approfondire le sue conoscenze sia tecniche sullo strumento sia teoriche musicali, e nello stesso tempo  inizia varie collaborazioni con altri Grandi Artisti Blues italiani e no, tra cui la Blues Anytime, Andy J. Forest, Arthur Miles, Maurizio Bestetti con cui incide il Disco “Dogen Street Pub”, Barbara Carr, ma soprattutto con Fabio Treves con il quale rimane quasi due anni  incidendo nel 1985 il disco “Treves 3“ (Buscemi Record) e partecipando a tutti i concerti ed a varie manifestazioni radiofoniche e televisive, tra cui “Quelli della notte” di Renzo Arbore su Rai 2 ed altre trasmissioni in alcune televisioni private.  

Ad ogni modo Cooper non viene mai dimenticato, si va a trovarlo gli si scrive, ma soprattutto si organizza uno spettacolo in prigione a Brescia, in cui la Blue Phantom Band insieme a Treves ed anche a Mia Martini suonano davanti a tutti carcerati, con grande successo  e svago per quei poveri infelici.

Finita la collaborazione con Fabio Treves, Lillo dopo un periodo di confusione e di incertezza, viene chiamato da Davide Ravioli, forse uno dei più grandi batteristi di blues italiani, anche lui ex Treves  inserito a suo tempo da Lillo in quella Band,  e da Manfredi Trugenberger, tastierista di indubbie capacità, a formare un nuovo gruppo per entrare nel vuoto formatosi, dall’assenza di Cooper e dallo scioglimento della Blues Phantom Band, nel panorama  blues italiano. Grazie all’unione di questi tre musicisti ed all’inserimento di altri, tra cui il mitico Marco Limido alla chitarra, Marco Verrando all’altra chitarra, di Angela Baggi al canto e tanti altri musicisti tra fiati e coriste, nasce nel 1985 la “NITE LIFE”, in un primo momento chiamata Nite Live, un gruppo in cui il talento individuale si esprime come funzione di gruppo e sostituisce la classica figura del Leader, o almeno questa era l’idea iniziale.

Dopo vari concerti,  peripezie e cambi di formazione la Nite Life formata ora da solo quattro elementi: Lillo Rogati al basso, Marco Limido alla chitarra, Davide Ravioli alla batteria e Manfredi Trugenberger alle tastiere, comincia  a prendere il suo vero volto, e nell’attesa che Cooper esca di prigione, come già da principio era intenzione di Lillo, suona  con molti musicisti, ma soprattutto inizia dal 1987 quella collaborazione con Aida Cooper che ancora oggi, nonostante che gli elementi del gruppo tranne Lillo siano tutti cambiati, ancora continua fortunatamente con buon successo.

Finalmente nel 1989 Cooper esce di prigione, dove però nel frattempo aveva scoperto di essere ammalato, per noi però, che ancora eravamo all’oscuro di tutto, fu una grande felicità, anche se ci accorgemmo che qualche cosa in lui era cambiata. Aveva perso molto della sua voglia di vivere e del suo entusiasmo, ma riprendemmo comunque  a lavorare assieme, partecipando tra l’altro anche al San Remo Blues Festival del 1989, che fu il grande rientro di Cooper nel mondo del Blues, con la Nite Life, Aida Cooper ed in quel momento presenti nella formazione c’erano oltre ai musicisti già citati anche quattro coriste: Angela Baggi, Marina Moltini, Rossana Cabasso e Wanda Radicchi. Per un po' di tempo la Band si esibì con entrambi, insieme e separatamente, e poi sempre più spesso solo con Cooper, visto che l’Aida in quel periodo era sempre più impegnata nella musica leggera.

Nel 1990 un'altra defezione, esce dal gruppo il tastierista Manfredi Trugenberger, per varie ragioni tra cui il cammino sempre più legato al blues che in quel momento avevano in mente Cooper e la Band. Infatti, oltre alle innumerevoli manifestazioni e concerti, cominciava a nascere l’idea di un nuovo progetto musicale per dare una linea nuova alla musica creata dalla Nite Life, e di conseguenza alla composizione di nuovi brani per poter incidere degli Album e quindi presentare al pubblico uno spettacolo particolare,  con uno stile riconoscibile e personale,  probabilmente unico  nel suo genere.

La cosa come dicevo prima non fu facile, visto che Cooper in quel momento pensava, vista la sua situazione di salute e psicologica, di non aver più nulla da dire, ma Lillo ed anche gli altri spinsero molto per fargli cambiare idea, e fortunatamente ci riuscirono. Nacque, infatti, nel 1991, grazie anche alla casa discografica “SAAR Records” ed al suo proprietario il Sig. Walter Gurtler che credette nel progetto, il C.D. “Stormy Desert” (SAAR Blues & Rock Connection C.D. 17501), il primo lavoro interamente composto, Cooper le parole e Lillo le musiche e con l’arrangiamento di tutti i brani da parte della Band, dalla  Nite Life. Infatti, si sente in questo disco come il gruppo tenda verso una nuova e più personale identificazione del suono e dell’arrangiamento dei brani, nella continua ricerca di una propria strada.

Grazie a questo lavoro comincia per Lillo un nuovo capitolo della sua vita, diventa produttore responsabile delle serie di Blues della SAAR Records, con una sua collana chiamata “ Blues & Rock Connection”. Con questa Lillo negli anni a venire produrrà per la SAAR un grande numero di lavori discografici sia di Gruppi italiani: “Nick Becattini & Serious Fun with Keith Dunn”, “My experience live” di Enzo “Vince” Vallicelli, “Best & Blues Power” di Maurizio “Best” Bestetti con i Blues Power e soprattutto “Bitter Sweet” di Aida Cooper & the Nite Life; sia americani accompagnati  o no da gruppi italiani: “Stormy Desert” di Cooper Terry & the Nite Life, “Can you hear me?” di Johnny Mars and Big Fat Mama, “I wonder” di Cynthia Bland and the BlueFrame, due C.D. di Michael Coleman & the BackBreakers “Self-rising Blues” e “You can’t take what I got”, poi “I got the right to sing the Blues” di Zora Young & the Ravenswood Connection, “You Like!!” di Tammy McCann and WonderBrass e “New Orleans Bound” di J. Monque’D and the Burning Tubes. Inoltre per la collana “Blues Encore”: “Tribute to the Blues” di Cooper Terry & the Nite Life, “Carey Bell & Spike Ravenswood” e “Texas Zydeco” di L.C. Donatto & Zydeco Slippers; ed infine per la “World of Music”, tre C.D, di Gospel: “The Grand Voices of Glory” di Tammy McCann Choir, “The Bible Singer” di Bruce Thompson & the Black Roses e l’ultima produzione fatta nel 2002, “Holy” di The New Fellowship Ministres.

 Comunque tornando a noi si andò avanti suonando ovunque, concerti  e manifestazioni radio e televisive, per un altro anno; nel frattempo però il batterista Davide Ravioli, che come Lillo Rogati si erano diplomati alla Scuola Civica Musicale di Milano e di conseguenza al Conservatorio, in percussioni il primo e in contrabbasso il secondo, decise di lasciare il Gruppo, andando a lavorare come timpanista e percussionista nell’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, dove ancora milita.

Al suo posto arriva nel 1992 Stefano Re, batterista dalle notevoli capacità interpretative con un notevole suono sullo strumento, anche se veniva da un altro mondo musicale, il Jazz e la musica leggera, entra subito nella mentalità del Blues, dando un grosso contributo non solo nella attività concertistica, ma anche nell’incisione del nuovo lavoro discografico, sempre con la SAAR Records: “ Tribute to the Blues”, “Long time gone” (SAAR Blues Encore C.D. 52030).

Anche questa volta non fu facile convincere Cooper ad intraprendere questa nuova ed avvincente avventura, ma fortunatamente si andò avanti creando un prodotto interamente acustico e semiacustico di altissimo livello, con Cooper al canto al Dobro ed alle chitarre acustiche sei e dodici corde, per la prima volta Lillo Rogati al contrabbasso, Marco Limido alla chitarra semiacustica e Stefano Re il quale usava la batteria quasi esclusivamente con le spazzole, definito dagli addetti ai lavori come ad un passo dal capolavoro.

Durante la lavorazione di quest’ultimo C.D. , Cooper si era in parte ripreso sia grazie alle speranze nelle nuove ricerche mediche e scientifiche, sia e soprattutto all’entusiasmo che cresceva in tutti durante la registrazione. Infatti man mano si andava avanti ci si accorgeva dell’altissima qualità dei risultati, molti brani furono composti direttamente in sala di incisione, la Bips Studio di Nicola Calgari, da idee nate in quel momento, ma specialmente si notava che finalmente si era raggiunto ciò che si desiderava da tempo, cioè in questo lavoro il gruppo si esprimeva come aveva sempre sperato facendo diventare questo disco sia un punto di partenza sia un punto di arrivo nella ricerca fatta in tutti gli anni passati, per poter sviluppare quel famoso progetto iniziale, cioè creare un sound tra l’elettrico e l’acustico, tra il moderno ed il tradizionale che oramai voleva essere la caratteristica di Cooper Terry & the Nite Life.

Purtroppo per tutti sia musicisti che pubblico rimase solo un punto di arrivo,  bellissimo ed indimenticabile, come spesso è accaduto ai veri grandi Artisti di quella disgraziata generazione.

L’entusiasmo e la felicità però in quel momento erano alle stelle, quell’estate si fecero tantissimi concerti dal vivo, con grandissimo successo portando in tutta Italia questa nuova e particolare situazione. Purtroppo come altre volte era accaduto la sfortuna era sempre dietro l’angolo, durante il festival Blues di Salerno a causa di un Prefetto particolarmente solerte Cooper, vista la nuova legge Martelli che prevedeva l’espulsione dal nostro paese per le persone  “extracomunitarie”, e quindi anche americani, che erano state condannate per motivi legati alla droga, pur avendo già pagato il loro debito alle giustizia, fu prelevato durante la notte prima del concerto dall’albergo e portato il mattino seguente all’aeroporto di Napoli, dopo più di 23 anni e dopo tutto quello che aveva dato artisticamente,  fu buttato letteralmente fuori dal nostro caro paese; Lillo non dimenticherà mai lo sguardo, la disperazione e l’incredulità di Cooper quel mattino quando i carabinieri lo portarono in albergo a prendere la sua roba, e le sue ultime e uniche parole furono: “mi mandano via”.

La disperazione in tutto il gruppo era indefinibile, e quella sera il concerto, tra parentesi prima di B.B. King, la Nite Life lo fece grazie ed insieme a Andy J. Forest, anche lui grande amico di Lillo e di Cooper, salvando così almeno la serata e rispettando la sua assenza con una grande performance.

Da quel momento in poi per Cooper fu la disperazione più completa, gli Stati Uniti non erano più il suo paese, non riusciva più a ritrovarsi, non ne capiva più la mentalità ne tanto meno il modo di vivere, non riusciva a suonare, per lui la vita, solo e senza amici, si sentiva spesso telefonicamente con Lillo il quale percepiva quelle sue paure, almeno però era insieme alla sua famiglia, sua madre e i suoi fratelli visto che suo padre era appena morto, si può dire che si lasciò morire prima del tempo. Infatti il 17 dicembre del 1993 lasciò per sempre, in una sofferenza indescrivibile, questo mondo, lasciando a noi la  speranza che almeno lassù sia felice cantando e suonando  per gli angeli; purtroppo sua madre morì poco tempo dopo probabilmente di crepacuore, per la perdita del marito e di un figlio appena ritrovato.

La sua morte fu per Lillo la fine di un sogno e la perdita non di un amico, ma di un fratello, pensava di abbandonare tutto e smettere di suonare, ma poi ripensando a quello che gli diceva riguardo alla sua eredità musicale a lui lasciata, continuò portando avanti la Nite Life fino ad oggi, insieme a sua moglie Aida Cooper. Ma questa eredità non spetta solo a Lillo  o a tutti quelli che lo hanno conosciuto o ci hanno suonato insieme, ma a tutti coloro che amano il Blues e che si rendono conto quanto importante sia stato l’Uomo, il Personaggio, il Musicista nonché il BLUESMAN Cooper Terry.

Le sue qualità erano molteplici sia come musicista sia come uomo, fu un grande personaggio da palcoscenico, capiva il pubblico, lo faceva fremere, partecipare e con il quale aveva un incredibile comunicativa; chi abbia avuto la fortuna di sentirlo in concerto dal vivo sa che cosa intendo, diceva sempre che la Vita come il Blues non erano solo dolore e disperazione, ma anche gioia, amore, sesso, allegria e voglia di vivere, ed infatti dai nostri concerti tutto questo traspariva e veniva elargito a piene mani divertendo e coinvolgendo, dando alle gente che veniva a sentirci tutto quello che lui e tutti noi, che abbiamo avuto l’onore di suonare e vivere con lui,  avevamo nell’anima.

In questo momento grazie alla collaborazione di Lillo Rogati di Marco Limido e del discografico Romano Grossi, proprietario dell’etichetta “Blue Flame”, è stato pubblicata nel 2002 una antologia di brani presi dagli ultimi due lavori fatti con la Nite Life “Stormy Desert” e “Tribute to the Blues”, dal titolo: “Cooper Terry & the Nite Life” “Take a ride with Cooper T.” (Blue Flame BFBL 006).

Quindi comunque vada Cooper Terry continua a vivere non solo grazie a questo nuovo Album, ma nella memoria di tutti quelli che lo conoscevano, gli volevano bene e tanto da lui hanno imparato umanamente e musicalmente; Marco Limido con la sua  Band, la “Family Style” continua a suonare con successo in Italia e in Europa, incidendo anche alcuni C.D. tra cui “Live Style” (Blue Flame BFBL 003), insieme a suo fratello Franco che praticamente ha conosciuto Cooper quando era bambino e che da lui ha imparato a suonare l’armonica ed a stare sul palco.

Lillo Rogati ha continuato a suonare sia con Marco Fantoni nella nuova Blue Phantom Band, ma soprattutto con la Nite Life suonando e portando avanti gli insegnamenti di Cooper con molti altri Bluesmen, tra cui, James Cotton, Luisiana Red, Elisha Blue Murray, Michael Coleman, Ronnie Jones, Arthur Miles ed altri ancora, ma fondamentale rimane la collaborazione con Aida Cooper che si è concretizzata in modo proficuo con una evoluzione davvero notevole. In un primo momento il gruppo dopo la defezione di Marco Limido, il quale aveva bisogno di intraprendere una sua strada, ha inserito altri elementi oltre Stefano Re, chiamando Paolo Manzolini alla chitarra e Luca Savazzi alle tastiere, con i quali oltre a numerosissimi concerti ha anche inciso il C.D.  “Aida Cooper & the Nite Life – Bitter Sweet” (SAAR CD 17508); dopo di che sono subentrati altri due musicisti al posto di Stefano e Luca, Giovanni Guerretti alle tastiere e Gigi Biolcati alla batteria, oggi con la Family Style. Dopo innumerevoli concerti a causa di un  problema di salute, un trapianto di fegato, Lillo a capodanno del 1997 deve smettere di suonare per oltre due anni, e la Nite Life si ferma, anche se Aida continuava a lavorare con un altro gruppo facendo un genere musicale diverso.

Nel 2000 finalmente Aida Cooper & the Nite Life riprendono la collaborazione, rifondando completamente la Band sia come elementi, mettendo insieme tra i migliori bluesmen oggi presenti in Italia, oltre Lillo e Aida, ancora Paolo Manzolini alla chitarra, oggi al suo posto c’è Damiano Marino,  Heggy Vezzano all’altra chitarra, Pablo Leoni alla batteria, Daniele Moretto alla tromba,  Roberto Perego al Sax tenore e  Andrea Baronchelli al Trombone; sia nel modo di interpretare e presentare questo genere musicale, il tutto se ancora fosse possibile ancora più forte, trascinante e con più grinta, grazie anche alla presenza delle due chitarre, l’inserimento della sezione fiati e alle caratteristiche sceniche e canore di Aida,  cercando di evitare di fare i soliti brani che oramai tutti i vari gruppi di blues fanno, senza però mai allontanarsi da quello che era il progetto fondamentale della Band: eseguire del grande e buon Blues. Nell'estate del 2002 esce il nuovo C.D. doppio per la COMET RECORDS, distribuzione I.R.D., inciso dal vivo in un locale in provincia di Milano agli inizi dell’anno 2002, dal titolo: “Aida Cooper & the Nite Life – Live in Blues”.

Nel  2008  Lillo Rogati comincia nuove e proficue  collaborazioni tra cui Ronnie Jones e la Nite Life in Ottetto, proponendo un genere più Soul, Rhythm and blues e Funky, con pezzi quasi tutti completamente riarrangiati,  con: Ronnie Jones lead vocal, , Lillo Rogati al basso, Heggy Vezzano alla chitarra, Damiano Marino alla chitarra, Pablo Leoni alla batteria, Roberto Perego al sax tenore, Daniele Moretto alla tromba e Andrea Baronchelli  al trombone.  Nel 2009 grazie a questa  collaborazione esce un nuovo CD dal VIVO  dal Titolo: “Magic Live” dove la Band si propone in una versione più Soul-Funky.

Poi con Arthur Miles, con il quale per questioni sonore si cambia leggermente la formazione della Band, togliendo una chitarra ed aggiungendo un Organo Hammond. Quindi con; Arthur Miles lead vocal, Lillo Rogati al basso, Leo Ghiringhelli alla chitarra, Pablo Leoni oppure Roberto Berlini alla batteria, Cristiano Arcioni all’organo Hammond e a volte Roberto Perego al sax.

 

Altro Artista importante con il quale però suonano solo Lillo Rogati al basso e al contrabbasso e Pablo Leoni alla batteria è: "BO WEAVIL" il Bluesman francese BOOGIE  MATT, con il quale tornano alla tradizione più antica del blues, con uno stile arcaico, ma sempre molto coinvolgente con tanto Groove.

Poi si va alla “Walkin’ Line” Trio oppure Quartetto con Tiziano Galli Voce e chitarra, Roberto Berlini alla batteria, Lillo Rogati al basso e contrabbasso e un Armonicista. Anche in questo caso si suona del blues più tradizionale, ma più legato allo Swing-Blues anni 40 e  50.

Importantissimo, per tenere in vita il ricordo di Cooper Terry sempre dal 2009 si formato un gruppo dal nome: ”Tributo a Cooper Terry”. I due fondatori della prima Nite Life, Lillo Rogati al basso e contrabbasso, e Marco Limido alla chitarra, hanno deciso insieme a Franco Limido, fratello di Marco, con il compito difficilissimo di tenere il palco come Cooper perciò, intrattenitore, Lead Vocal ed armonica e Pablo Leoni alla batteria al posto di Davide Ravioli, di ricreare quei momenti e quelle sensazioni che si vivevano ascoltando Cooper, riproponendo i brani di Lillo e Cooper degli ultimi due CD incisi prima della sua morte.

In conclusione possiamo sicuramente affermare che la scuola di Cooper Terry ha prodotto degli ottimi risultati, dando a questo paese, nonostante non lo meriti, Artisti di grande talento e valore che ancora portano avanti il suo credo e la sua eredità, cercando di diffondere nelle nuove generazioni, anche se risulta un compito immane, visto la situazione sociale e politica oggi presente non solo in Italia, ma nel mondo vedi globalizzazione, il Blues non solo come musica, ma anche come modo di vivere e di pensare, insegnando loro ad apprezzare la vita e a credere negli ideali dell’uomo e non solo al Dio denaro, senza mai dimenticare tutte le sofferenze patite dalla gente comune nel corso dei tempi, nella speranza di poter avere per i nostri figli un futuro e un mondo migliore.

Un ultima cosa vorrei precisare, questa che ho appena narrato è la storia di Cooper dal mio punto di vista cioè come l’ho vissuta io, chiaramente chiunque altro la racconti la esporrà secondo le sue personali esperienze di rapporti che ha avuto con Lui, per tutti però penso rimarrà una esperienza unica ed irripetibile in un periodo storico che io ritengo straordinario.

 

ADDIO COOPER NON TI DIMENTICHEREMO MAI.

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