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I Miei Brani The Nite Life Blue Phanton Band Photo Links Aida Cooper Date Concerti Ronnie Jones
Produzioni Il Nuovo CD Sezione MP3
Storia
di una grande amicizia
Veniva
da San Francisco, California, ma nacque nel 1949 a San Antonio nel Texas,
infatti, come diceva Lui era un uomo del sud, con i pregi e i difetti di questa
condizione. Figlio di un cuoco e di un'impiegata, con due sorelle e due
fratelli, aveva studiato come grafico pubblicitario, infatti, era anche un
ottimo disegnatore, ed era andato via dagli Stati Uniti per evitare di andare in
guerra nel Vietnam, lasciando una moglie ventenne ed una bambina appena nata, da
lui rivista dopo vent’anni quando per la prima volta ritornò in America; nonostante tutto però senza mai abbandonare la sua passione per il Blues.
Difatti, dopo le prime esperienze con i suoi Miti: Sonny Terry, suo maestro
musicale e spirituale, da Lui prende l’appellativo Terry, mentre il suo vero
nome era Verlante Cooper Jr., e con John Lee Hooker da cui apprende tutti i
segreti risvolti del mestiere, Cooper decide nel 1970 all’età di vent’anni,
di varcare l’Atlantico alla volta della realtà musicale Europea.
La
Sua idea di partenza era di andare in Africa a cercare le sue radici, ma dopo
varie peregrinazioni in alcune Nazioni Europee, Francia, Germania, Svizzera,
Austria, Belgio ecc. e un salto in Afganistan, arrivato in Italia decise di
rimanerci.
Dopo
essersi fermato per un breve periodo a Torino, arrivò tra il 1971/72 a Milano,
qui in un primo tempo trovò ospitalità in un Locale allora appena aperto, ma
poi diventato il Tempio del Jazz Milanese, “il Capolinea”, e dopo qualche
mese si trasferì in una cascina lì vicino, che altro non era che un ritrovo di
amici, chiamato Apterix Club, dove tra l’altro si facevano feste e suonavano
dei ragazzi amanti del Blues,da ricordare Carlone Fassini, forse uno dei primi
armonicisti di Milano, e tra questi anche un giovanissimo Lillo Rogati. In
questa cascina visse fino a quando alcuni anni dopo, non trovò casa sul
Naviglio Grande in Vicolo Lavandai, dove rimase fino a quando restò in Italia,
diventando come lui amava definirsi: ”El negher del Navili”.
Naturalmente
Lillo e Cooper si erano già conosciuti al Capolinea, ma il fatto di andare al
club e di avere quindi l’opportunità di cominciare a suonare assieme, fu
probabilmente lo spunto per far nascere questa collaborazione e quindi far
conoscere per la prima volta il vero Blues In Italia, ma soprattutto fu
l’inizio di una lunga e duratura AMICIZIA che andò avanti per tutta la vita,
dando a Cooper una nuova famiglia, quella di Lillo, praticamente fu adottato dai
suoi genitori passando con loro tutte le feste e chiamando sua madre “mamacita”.
Cooper
diceva sempre che quando giunse in Italia gli unici che ascoltavano e suonavano
questa musica erano questi ragazzi, anche se chiaramente quello che allora
sentivano era il più reperibile Blues Inglese, vedi John Mayall, Rolling Stones,
Cream, Jimi Hendrix, pur conoscendo solo di nome i veri grandi maestri di questo
genere. Fu, infatti, proprio Cooper che gli allargò le vedute cominciando a
fargli conoscere ed ascoltare questi grandi artisti afroamericani, Muddy Waters,
John Lee Hoocker, B. B. King ed altri, creando le fondamenta per quella che sarà
la prima vera Blues Band in Italia.
Quando
Cooper arrivò al Club, Lillo era in vacanza, e il primo gruppo che formò era
composto da Graziano Tedeschi alla batteria e Lucio Terzano alla chitarra; al
suo ritorno, lui che in quel periodo suonava la batteria e la chitarra, anche in
sala da ballo, allora non c’erano le discoteche, trovò i giochi già fatti,
ma volendo suonare a tutti costi il blues e con Cooper decise di passare al basso, anche se
non l’aveva mai fatto, trovando probabilmente il suo vero strumento, la sua
vera strada e soprattutto la sua vera passione.
Questa
formazione ebbe però breve durata e i primi veri componenti di questo gruppo
furono oltre Lillo e Cooper, Gianni Giudici all’organo Hammond, oggi
Vicepresidente della G.EM.-L.E.M. fabbrica di strumenti musicali, Riccardo Nieri
alla chitarra, Larry Nocella al sassofono anche lui deceduto e Graziano Tedeschi
alla batteria, e con questa formazione cominciarono a farsi conoscere e a
portare la favola del blues nel nostro Paese.
Contemporaneamente
Cooper si esibiva anche da solo sia in Italia sia in altri paesi Europei,
diffondendo il suo modo di fare il blues, cosa che fece sempre in tutta la
carriera da BluesMan solista, alternando le
esibizioni sia con il gruppo sia da solo che in un secondo momento in Duo
con Fabio Treves.
Questa
formazione durò poco più di un anno, suonando tra l’altro a Cesenatico
nell’albergo locale di Giorgio Ghezzi, allora ex portiere del Milan, nostra
squadra del Cuore, e terminando con un'ultima serata all’Arena di Milano
esibendosi, incredibile, dopo Claudio Villa, naturalmente un disastro non
essendo un pubblico adatto a questa musica, il merito di ciò andava certamente
alla preparazione degli organizzatori del tempo.
Dopo
un breve periodo un cui il gruppo era formato solo da tre componenti Cooper
Chitarra armonica e voce, Lillo al Basso e Graziano alla Batteria si unì alla
Band un altro grande musicista detto “Best” al secolo Maurizio Bestetti alla
chitarra, ma anche questa formazione non fu di lunga durata, visto che Best, non
solo ottimo chitarrista e cantante, ma soprattutto geniale compositore, ben presto sentì
l’esigenza di creare qualche cosa per conto suo, anche se la collaborazione
con Lillo durò ancora per moltissimo tempo, fondando dei gruppi storici sia con
Marco Fantoni sia con Marco Limido e inoltre la mitica Band chiamata Rockgoredo
con Ubi Molinari e la Tre Castelli blues Band con Gigi Cifarelli.
Dopo
una piccola parentesi nella quale Cooper, avendo nel frattempo conosciuto Fabio
Treves, collaborò appunto con la Treves Blues Band, essendo Lillo militare,
finalmente intorno al 1975 nacque la prima vera formazione detta “BLUE PHANTOM
BAND”, con l’inserimento di Sergio Fabretto al pianoforte elettrico e di
Marco Fantoni alla chitarra, in quel momento sicuramente il più grande
chitarrista blues presente in Italia, capostipite di quasi tutti i chitarristi
italiani che seguirono, portato via da Cooper a Treves quando lasciò quel
gruppo.
Con
questa formazione: Cooper Terry, Lillo Rogati, Graziano Tedeschi, Marco Fantoni,
Sergio Fabretto e nel tempo a turno con alcuni dei più importanti Sassofonisti
italiani e no come Larry Nocella, Michele Bozza, Pietro Tonolo e infine il
mitico Sal Nistico, la Blue Phantom Band ebbe modo di girare tutto il paese e
l’Europa in genere facendosi conoscere ed apprezzare come la prima vera e
propria Band Mista di Blues.
Nello
stesso periodo Cooper, grandissimo don Giovanni e grande amante di tutte le
donne belle o brutte senza distinzione, da una di questa ebbe un figlio:
Francisco, oggi un giovanottone di 27 anni che vive alle isole Vergini, amante
della natura, ma poco interessato a fare musica.
Nel
1980 arriva nel gruppo Aida, amica di Lillo già da molti anni, e avendola
presentata a Cooper i due dopo breve tempo si innamorarono e si sposarono,
creando quella coalizione artistica e di amore che porterà Aida da corista dei
più famosi cantanti italiani, tra cui Mia Martini, Loredana Bertè, Zucchero e
molti altri, ad essere la migliore cantante donna di blues d’Italia e forse
d’Europa “The Queen of the Blues”. (altra storia)
Con
questa formazione Cooper Terry & the Blue Phantom Band nel 1982 incidono il
loro primo L. P. “Aida and Cooper Terry Revue, FEELING GOOD” (I.R.D.
Appalusa AP032), che per molti anni
sarà una pietra miliare del Blues made in Italy.
In
precedenza però Cooper aveva già inciso altri tre dischi da solista: “What I
think about America” (Carosello
CLN 2501) con Graziano Tedeschi alla Batteria e Lucio Terzano alla chitarra,
quel Terzano oggi tra i migliori contrabbassisti Jazz d’Italia; “Soul Food
Blues” (Bellaphon BCH33002) e “Sunny Funny Blues” (Divergo 5335530), tutte
e tre rigorosamente tradizionali ed acustici, purtroppo oggi praticamente
introvabili.
Dopo
il disco per alcuni anni la Band così composta si esibì in moltissime
manifestazioni in tutta Italia ed in alcuni paesi europei con grande successo,
partecipando anche numerosi spettacoli Televisivi, “Blitz” di Gianni Minà,
e “Che fai Mangi” per la RAI, “POP CORN” per Canale cinque ed in altre
televisioni private, e naturalmente in innumerevoli trasmissioni radiofoniche.
In quel periodo Aida non era sempre presente visto che divideva le sue
apparizioni tra il Blues e la musica leggera, ma sicuramente fu per Lei la
scuola che le permise di imparare e far emergere la sua vera anima, cioè il
Blues ed il Soul, come dimostra ampiamente oggi nella collaborazione, ormai da
molti anni, con la “Nite Life” di Lillo Rogati.
Nel
Frattempo Aida e Cooper dopo un periodo idilliaco cominciarono ad avere dei
problemi, e si lasciarono, ma fortunatamente per tutti noi, dopo un momento
molto difficile ritornarono amici con un bellissimo rapporto, durato poi tutta
la vita, anche se chiaramente diverso da prima, decidono
però di rimanere sposati, anche se ognuno di loro riprende a fare
l’esistenza di prima, abitando per conto proprio. Questo anche se sotto
l’aspetto musicale non creerà
nessun problema, per Cooper sarà il preludio ad un grosso dramma, perché
ritornado a frequentare un gran numero di donne, ne conoscerà una, di cui non
posso fare il nome, che gli trasmetterà quella terribile malattia “AIDS”,
che purtroppo per tutto il mondo del blues, lo porterà alla tomba, anche se
probabilmente nulla sarebbe cambiato se quello era il suo destino.
Intorno
alla fine del 1983 la Tragedia, Cooper viene coinvolto in una brutta storia con
la legge, è accusato di uso e spaccio di cocaina, ed anche se la cosa era vera
solo in parte, non riesce a dimostrare, visto anche il colore della pelle, la
sua completa estraneità al fatto, al contrario di altre persone bianche e
famose a loro volta coinvolte; viene quindi condannato a cinque anni di carcere,
di cui alcuni mesi li passa nella prigione di Bergamo, altri a Brescia e gli
ultimi due anni fortunatamente per tutti noi agli arresti domiciliari a Milano, dandoci
così la possibilità di vederci per preparare il rientro con nuovi brani e
studiando un nuovo spettacolo.
Comunque
nel frattempo Lillo non rimane fermo; dopo il primo periodo di sconforto, e il
disastro per la cancellazione di tutte le serate in programma, cerca nuove
alternative musicali, anche se la Blue Phantom Band continuava a suonare senza
Cooper con alterne fortune. Per prima cosa, avendo più tempo a disposizione, si
iscrive alla Scuola Civica Musicale di Milano nel corso di contrabbasso, suo
sogno da molto, essendosi reso conto del bisogno di approfondire le sue
conoscenze sia tecniche sullo strumento sia teoriche musicali, e nello stesso
tempo inizia varie collaborazioni
con altri Grandi Artisti Blues italiani e no, tra cui la Blues Anytime, Andy J.
Forest, Arthur Miles, Maurizio Bestetti con cui incide il Disco “Dogen Street
Pub”, Barbara Carr, ma soprattutto con Fabio Treves con il quale rimane quasi
due anni incidendo nel 1985 il disco “Treves 3“ (Buscemi Record) e
partecipando a tutti i concerti ed a varie manifestazioni radiofoniche e
televisive, tra cui “Quelli della notte” di Renzo Arbore su Rai 2 ed altre
trasmissioni in alcune televisioni private.
Ad
ogni modo Cooper non viene mai dimenticato, si va a trovarlo gli si
scrive, ma soprattutto si organizza uno spettacolo in prigione a Brescia, in cui
la Blue Phantom Band insieme a Treves ed anche a Mia Martini suonano davanti a
tutti carcerati, con grande successo e
svago per quei poveri infelici.
Finita
la collaborazione con Fabio Treves, Lillo dopo un periodo di confusione e di
incertezza, viene chiamato da Davide Ravioli, forse uno dei più grandi
batteristi di blues italiani, anche lui ex Treves
inserito a suo tempo da Lillo in quella Band,
e da Manfredi Trugenberger, tastierista di indubbie capacità, a formare
un nuovo gruppo per entrare nel vuoto formatosi, dall’assenza di Cooper e
dallo scioglimento della Blues Phantom Band, nel panorama
blues italiano. Grazie all’unione di questi tre musicisti ed
all’inserimento di altri, tra cui il mitico Marco Limido alla chitarra, Marco
Verrando all’altra chitarra, di Angela Baggi al canto e tanti altri musicisti
tra fiati e coriste, nasce nel 1985 la “NITE LIFE”, in un primo momento
chiamata Nite Live, un gruppo in cui il talento individuale si esprime come
funzione di gruppo e sostituisce la classica figura del Leader, o almeno questa
era l’idea iniziale.
Dopo
vari concerti, peripezie e cambi di formazione la Nite Life formata ora da
solo quattro elementi: Lillo Rogati al basso, Marco Limido alla chitarra, Davide
Ravioli alla batteria e Manfredi Trugenberger alle tastiere, comincia
a prendere il suo vero volto, e nell’attesa che Cooper esca di
prigione, come già da principio era intenzione di Lillo, suona
con molti musicisti, ma soprattutto inizia dal 1987 quella collaborazione con Aida
Cooper che ancora oggi, nonostante che gli elementi del gruppo tranne Lillo
siano tutti cambiati, ancora continua fortunatamente con buon successo.
Finalmente
nel 1989 Cooper esce di prigione, dove però nel frattempo aveva scoperto di
essere ammalato, per noi però, che ancora eravamo all’oscuro di tutto, fu una
grande felicità, anche se ci accorgemmo che qualche cosa in lui era cambiata.
Aveva perso molto della sua voglia di vivere e del suo entusiasmo, ma
riprendemmo comunque a lavorare
assieme, partecipando tra l’altro anche al San Remo Blues Festival del 1989,
che fu il grande rientro di Cooper nel mondo del Blues, con la Nite Life, Aida
Cooper ed in quel momento presenti nella formazione c’erano oltre ai musicisti
già citati anche quattro coriste: Angela Baggi, Marina Moltini, Rossana Cabasso
e Wanda Radicchi. Per un po' di tempo la Band si esibì con entrambi, insieme e
separatamente, e poi sempre più spesso solo con Cooper, visto che l’Aida in
quel periodo era sempre più impegnata nella musica leggera.
Nel
1990 un'altra defezione, esce dal gruppo il tastierista Manfredi Trugenberger,
per varie ragioni tra cui il cammino sempre più legato al blues che in quel
momento avevano in mente Cooper e la Band. Infatti, oltre alle innumerevoli
manifestazioni e concerti, cominciava a nascere l’idea di un nuovo progetto
musicale per dare una linea nuova alla musica creata dalla Nite Life, e di
conseguenza alla composizione di nuovi brani per poter incidere degli Album e
quindi presentare al pubblico uno spettacolo particolare, con uno stile
riconoscibile e personale, probabilmente unico nel suo genere.
La
cosa come dicevo prima non fu facile, visto che Cooper in quel momento pensava,
vista la sua situazione di salute e psicologica, di non aver più nulla da dire,
ma Lillo ed anche gli altri spinsero molto per fargli cambiare idea, e
fortunatamente ci riuscirono. Nacque, infatti, nel 1991, grazie anche alla casa
discografica “SAAR Records” ed al suo proprietario il Sig. Walter Gurtler
che credette nel progetto, il C.D. “Stormy Desert” (SAAR Blues & Rock
Connection C.D. 17501), il primo lavoro interamente composto, Cooper le parole e
Lillo le musiche e con l’arrangiamento di tutti i brani da parte della Band,
dalla Nite Life. Infatti, si sente
in questo disco come il gruppo tenda verso una nuova e più personale
identificazione del suono e dell’arrangiamento dei brani, nella continua
ricerca di una propria strada.
Grazie
a questo lavoro comincia per Lillo un nuovo capitolo della sua vita, diventa
produttore responsabile delle serie di Blues della SAAR Records, con una sua
collana chiamata “ Blues & Rock Connection”. Con questa Lillo negli anni
a venire produrrà per la SAAR un grande numero di lavori discografici sia di
Gruppi italiani: “Nick Becattini & Serious Fun with Keith Dunn”, “My
experience live” di Enzo “Vince” Vallicelli, “Best & Blues Power”
di Maurizio “Best” Bestetti con i Blues Power e soprattutto “Bitter Sweet”
di Aida Cooper & the Nite Life; sia americani accompagnati
o no da gruppi italiani: “Stormy Desert” di Cooper Terry & the
Nite Life, “Can you hear me?” di Johnny Mars and Big Fat Mama, “I wonder”
di Cynthia Bland and the BlueFrame, due C.D. di Michael Coleman & the
BackBreakers “Self-rising Blues” e “You can’t take what I got”, poi
“I got the right to sing the Blues” di Zora Young & the Ravenswood
Connection, “You Like!!” di
Tammy McCann and WonderBrass e “New Orleans Bound” di J. Monque’D and the
Burning Tubes. Inoltre per la collana “Blues Encore”: “Tribute to the
Blues” di Cooper Terry & the Nite Life, “Carey Bell & Spike
Ravenswood” e “Texas Zydeco” di L.C. Donatto & Zydeco Slippers; ed
infine per la “World of Music”, tre C.D, di Gospel: “The Grand Voices of
Glory” di Tammy McCann Choir, “The Bible Singer” di Bruce Thompson &
the Black Roses e l’ultima produzione fatta nel 2002, “Holy” di The New
Fellowship Ministres.
Comunque
tornando a noi si andò avanti suonando ovunque, concerti
e manifestazioni radio e televisive, per un altro anno; nel frattempo però
il batterista Davide Ravioli, che come Lillo Rogati si erano diplomati alla
Scuola Civica Musicale di Milano e di conseguenza al Conservatorio, in
percussioni il primo e in contrabbasso il secondo, decise di lasciare il Gruppo,
andando a lavorare come timpanista e percussionista nell’Orchestra del Teatro
Massimo di Palermo, dove ancora milita.
Al
suo posto arriva nel 1992 Stefano Re, batterista dalle notevoli capacità
interpretative con un notevole suono sullo strumento, anche se veniva da un
altro mondo musicale, il Jazz e la musica leggera, entra subito nella mentalità
del Blues, dando un grosso contributo non solo nella attività concertistica, ma
anche nell’incisione del nuovo lavoro discografico, sempre con la SAAR Records:
“ Tribute to the Blues”, “Long time gone” (SAAR Blues Encore C.D.
52030).
Anche
questa volta non fu facile convincere Cooper ad intraprendere questa nuova ed
avvincente avventura, ma fortunatamente si andò avanti creando un prodotto
interamente acustico e semiacustico di altissimo livello, con Cooper al canto al
Dobro ed alle chitarre acustiche sei e dodici corde, per la prima volta Lillo
Rogati al contrabbasso, Marco Limido alla chitarra semiacustica e Stefano Re il
quale usava la batteria quasi esclusivamente con le spazzole, definito dagli
addetti ai lavori come ad un passo dal capolavoro.
Durante
la lavorazione di quest’ultimo C.D. , Cooper si era in parte ripreso sia
grazie alle speranze nelle nuove ricerche mediche e scientifiche, sia e
soprattutto all’entusiasmo che cresceva in tutti durante la registrazione.
Infatti man mano si andava avanti ci si accorgeva dell’altissima qualità dei
risultati, molti brani furono composti direttamente in sala di incisione, la
Bips Studio di Nicola Calgari, da idee
nate in quel momento, ma specialmente si notava che finalmente si era raggiunto
ciò che si desiderava da tempo, cioè in questo lavoro il gruppo si esprimeva
come aveva sempre sperato facendo diventare questo disco sia un punto di
partenza sia un punto di arrivo nella ricerca fatta in tutti gli anni passati,
per poter sviluppare quel famoso progetto iniziale, cioè creare un sound tra
l’elettrico e l’acustico, tra il moderno ed il tradizionale che oramai
voleva essere la caratteristica di Cooper Terry & the Nite Life.
Purtroppo
per tutti sia musicisti che pubblico rimase solo un punto di arrivo,
bellissimo ed indimenticabile, come spesso è accaduto ai veri grandi
Artisti di quella disgraziata generazione.
L’entusiasmo
e la felicità però in quel momento erano alle stelle, quell’estate si fecero
tantissimi concerti dal vivo, con grandissimo successo portando in tutta Italia
questa nuova e particolare situazione. Purtroppo come altre volte era accaduto
la sfortuna era sempre dietro l’angolo, durante il festival Blues di Salerno a
causa di un Prefetto particolarmente solerte Cooper, vista la nuova legge
Martelli che prevedeva l’espulsione dal nostro paese per le persone
“extracomunitarie”, e quindi anche americani, che erano state
condannate per motivi legati alla droga, pur avendo già pagato il loro debito
alle giustizia, fu prelevato durante la notte prima del concerto dall’albergo
e portato il mattino seguente all’aeroporto di Napoli, dopo più di 23 anni e
dopo tutto quello che aveva dato artisticamente,
fu buttato letteralmente fuori dal nostro caro paese; Lillo non
dimenticherà mai lo sguardo, la disperazione e l’incredulità di Cooper quel
mattino quando i carabinieri lo portarono in albergo a prendere la sua roba, e
le sue ultime e uniche parole furono: “mi mandano via”.
La
disperazione in tutto il gruppo era indefinibile, e quella sera il concerto, tra
parentesi prima di B.B. King, la Nite Life lo fece grazie ed insieme a Andy J.
Forest, anche lui grande amico di Lillo e di Cooper, salvando così almeno la
serata e rispettando la sua assenza con una grande performance.
Da
quel momento in poi per Cooper fu la disperazione più completa, gli Stati Uniti
non erano più il suo paese, non riusciva più a ritrovarsi, non ne capiva più
la mentalità ne tanto meno il modo di vivere, non riusciva a suonare, per lui la
vita, solo e senza amici, si sentiva spesso telefonicamente con Lillo il quale
percepiva quelle sue paure, almeno però era insieme alla sua famiglia, sua
madre e i suoi fratelli visto che suo padre era appena morto, si può dire che
si lasciò morire prima del tempo. Infatti il 17 dicembre del 1993 lasciò per
sempre, in una sofferenza indescrivibile, questo mondo, lasciando a noi la
speranza che almeno lassù sia felice cantando e suonando
per gli angeli; purtroppo sua madre morì poco tempo dopo probabilmente
di crepacuore, per la perdita del marito e di un figlio appena ritrovato.
La
sua morte fu per Lillo la fine di un sogno e la perdita non di un amico, ma di
un fratello, pensava di abbandonare tutto e smettere di suonare, ma poi
ripensando a quello che gli diceva riguardo alla sua eredità musicale a lui
lasciata, continuò portando avanti la Nite Life fino ad oggi, insieme a sua
moglie Aida Cooper. Ma questa eredità non spetta solo a Lillo
o a tutti quelli che lo hanno conosciuto o ci hanno suonato insieme, ma a
tutti coloro che amano il Blues e che si rendono conto quanto importante sia
stato l’Uomo, il Personaggio, il Musicista nonché il BLUESMAN Cooper Terry.
Le
sue qualità erano molteplici sia come musicista sia come uomo, fu un grande
personaggio da palcoscenico, capiva il pubblico, lo faceva fremere, partecipare
e con il quale aveva un incredibile comunicativa; chi abbia avuto la fortuna di
sentirlo in concerto dal vivo sa che cosa intendo, diceva sempre che la Vita
come il Blues non erano solo dolore e disperazione, ma anche gioia, amore,
sesso, allegria e voglia di vivere, ed infatti dai nostri concerti tutto questo
traspariva e veniva elargito a piene mani divertendo e coinvolgendo, dando alle
gente che veniva a sentirci tutto quello che lui e tutti noi, che abbiamo avuto
l’onore di suonare e vivere con lui, avevamo
nell’anima.
In
questo momento grazie alla collaborazione di Lillo Rogati di Marco Limido e del
discografico Romano Grossi, proprietario dell’etichetta “Blue Flame”, è
stato pubblicata nel 2002 una antologia di brani presi dagli ultimi due lavori
fatti con la Nite Life “Stormy Desert” e “Tribute to the Blues”, dal
titolo: “Cooper Terry & the Nite Life” “Take a ride with Cooper T.” (Blue
Flame BFBL 006).
Quindi
comunque vada Cooper Terry continua a vivere non solo grazie a questo nuovo
Album, ma nella memoria di tutti quelli che lo conoscevano, gli volevano bene e
tanto da lui hanno imparato umanamente e musicalmente; Marco Limido con la sua
Band, la “Family Style” continua a suonare con successo in Italia e
in Europa, incidendo anche alcuni C.D. tra cui “Live Style” (Blue Flame BFBL
003), insieme a suo fratello Franco che praticamente ha conosciuto Cooper quando
era bambino e che da lui ha imparato a suonare l’armonica ed a stare sul
palco.
Lillo
Rogati ha continuato a suonare sia con Marco Fantoni nella nuova Blue Phantom
Band, che nel frattempo è rinata, ma soprattutto con la Nite Life suonando e
portando avanti gli insegnamenti di Cooper con molti altri Bluesmen, tra cui,
James Cotton, Luisiana Red, Elisha Blue Murray, Michael Coleman ed altri ancora, ma fondamentale rimane la
collaborazione con Aida Cooper che si è concretizzata in modo proficuo con una
evoluzione davvero notevole. In un primo momento il gruppo dopo la defezione di
Marco Limido, il quale aveva bisogno di intraprendere una sua strada, ha
inserito altri elementi oltre Stefano Re, chiamando Paolo Manzolini alla
chitarra e Luca Savazzi alle tastiere, con i quali oltre a numerosissimi
concerti ha anche inciso il C.D. “Aida
Cooper & the Nite Life – Bitter Sweet” (SAAR CD 17508); dopo di che sono
subentrati altri due musicisti al posto di Stefano e Luca, Giovanni Guerretti
alle tastiere e Gigi Biolcati alla batteria, oggi con la Family Style. Dopo
innumerevoli concerti a causa di un problema di salute, un trapianto di fegato, Lillo a capodanno
del 1998
deve smettere di suonare per oltre due anni, e la Nite Life si ferma, anche se
Aida continuava a lavorare con un altro gruppo facendo un genere musicale diverso.
Nel
2000 finalmente Aida Cooper & the Nite Life riprendono la collaborazione,
rifondando completamente la Band sia come elementi, mettendo insieme tra i
migliori bluesmen oggi presenti in Italia, oltre Lillo e Aida, ancora Paolo
Manzolini alla chitarra, Heggy Vezzano all’altra chitarra, Pablo Leoni alla
batteria, Daniele Moretto alla tromba e Roberto Perego al Sax tenore, sia nel
modo di interpretare e presentare questo genere musicale, il tutto se ancora
fosse possibile ancora più forte, trascinante e con più grinta, grazie anche
alla presenza delle due chitarre, l’inserimento della sezione fiati e alle
caratteristiche sceniche e canore di Aida,
cercando di evitare di fare i soliti brani che oramai tutti i vari gruppi
di blues fanno, senza però mai allontanarsi da quello che era il progetto
fondamentale della Band: eseguire del grande e buon Blues. Nell'estate del 2002
esce il nuovo C.D. doppio per la COMET RECORDS, distribuzione I.R.D., inciso dal
vivo in un locale in provincia di Milano agli inizi dell’anno 2002, dal
titolo: “Aida Cooper & the Nite Life – Live in Blues”.
In
conclusione possiamo sicuramente affermare che la scuola di Cooper Terry ha
prodotto degli ottimi risultati, dando a questo paese, nonostante non lo meriti,
Artisti di grande talento e valore che ancora portano avanti il suo credo e la
sua eredità, cercando di diffondere nelle nuove generazioni, anche se risulta
un compito immane, visto la situazione sociale e politica oggi presente non solo in Italia,
ma nel mondo vedi globalizzazione, il Blues non solo come musica, ma anche come
modo di vivere e di pensare, insegnando loro ad apprezzare la vita e a credere
negli ideali dell’uomo e non solo al Dio denaro, senza mai dimenticare tutte
le sofferenze patite dalla gente comune nel corso dei tempi, nella speranza di
poter avere per i nostri figli un futuro e un mondo migliore.
Un
ultima cosa vorrei precisare, questa che ho appena narrato è la storia di
Cooper dal mio punto di vista cioè come l’ho vissuta io, chiaramente chiunque
altro la racconti la esporrà secondo le sue personali esperienze di rapporti
che ha avuto con Lui, per tutti però penso rimarrà una esperienza unica ed
irripetibile in un periodo storico che io ritengo straordinario.
ADDIO
COOPER NON TI DIMENTICHEREMO MAI.
Milano 22 ottobre 2004
Lillo
Rogati
I Miei Brani The Nite Life Blue Phanton Band Photo Links Aida Cooper Date Concerti Ronnie Jones
Produzioni Il Nuovo CD Sezione MP3